
Excelsior agosto 2025: L’Umbria continua ad assumere, ma lo fa spostando l’attenzione su profili meno qualificati
Lunedì 11 Agosto 2025 - 11:40Le imprese umbre prevedono 4.380 entrate per agosto 2025, ma solo il 7% delle assunzioni riguarda laureati. Aumentano le figure senza specializzazione e con diploma professionale.
Sono 4.380 le assunzioni previste per agosto 2025 dalle imprese dell’Umbria, con un saldo negativo di 230 unità rispetto allo stesso mese del 2024. Su base trimestrale, però, il dato si fa positivo: tra agosto e ottobre sono 17.920 gli ingressi previsti, 390 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.I dati arrivano dall’ultimo bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nell’ambito del Programma nazionale “Giovani, donne e lavoro”, cofinanziato dall’Unione europea.
Ma la vera notizia non sta nei volumi assoluti delle assunzioni, bensì nella loro composizione qualitativa. E questa composizione racconta un cambiamento profondo e, sotto molti aspetti, preoccupante.
Sempre meno laureati: un minimo storico
Il primo dato allarmante riguarda la domanda di laureati: solo il 7% delle assunzioni previste ad agosto 2025 richiede un titolo universitario. È il livello più basso dal 2019, anno in cui la quota era al 9%, poi scesa all’8% nel 2024.
Un trend che non riguarda solo l’Umbria: anche a livello nazionale si osserva un arretramento, con il dato italiano che passa dall’11% del 2019 al 9% attuale. Il che significa che il sistema produttivo nel suo complesso si sta allontanando dai profili ad alta qualificazione, con un impatto negativo sull’innovazione e sulla crescita di lungo periodo.
L’avanzata delle qualifiche professionali
Diplomati e laureati perdono terreno: insieme rappresentano solo il 31% delle assunzioni (24% i diplomati, 7% i laureati), contro il 46% del 2019. Un vero e proprio slittamento verso il basso nella scala formativa.
Ma altri profili avanzano con decisione. A guidare la trasformazione è la voce “qualifica o diploma professionale”, che da sola assorbe il 45% delle assunzioni umbre previste ad agosto 2025. Era al 32% nel 2019 e al 44% nel 2024: una crescita continua, che riflette la domanda di competenze operative e specialistiche di base, a scapito dell’istruzione generale.
Inalterata, invece, la quota di chi entra nel mercato del lavoro con la sola scuola dell’obbligo, che rimane attorno al 22%.
Più profili generici, meno specializzazione
Crescono i profili professionali “generici”, ovvero senza specializzazione specifica, che passano dal 12% del 2019 al 18% nel 2025.
All’opposto, calano sensibilmente le assunzioni di dirigenti, specialisti e tecnici (dal 17% al 12%) e quelle di operai specializzati e conduttori di impianti (dal 37% al 27%). Solo le professioni commerciali e dei servizi registrano un incremento, passando dal 28% al 37%, mentre gli impiegati restano stabili al 6%.
Questi dati indicano una struttura occupazionale che si sposta verso profili intermedi e generici, mentre si restringe lo spazio per le professioni più complesse, cruciali per l’innovazione.
Le “Top five” dei settori
Tra i cinque comparti con il maggiore peso percentuale nel trimestre agosto-ottobre 2025 (le cosiddette “Top five”), si registrano due segnali opposti.
Crescono i servizi turistici, che passano dal 16,1% al 19,1% delle assunzioni totali, e le costruzioni, dall’8,4% all’11,3%. Al contrario, si riducono le assunzioni nel commercio (dal 14,8% al 13,1%) e nei servizi alle persone (dal 13,2% al 10,6%).
Il cambiamento più emblematico riguarda però l’industria. Nel 2019 tra le “Top five” umbre figuravano le industrie metalmeccaniche ed elettroniche, con il 5,1% delle assunzioni nel trimestre agosto-ottobre. Oggi spariscono dalla classifica, sostituite dalle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco, con il 4,9% delle assunzioni.
Un’ulteriore conferma che il peso dei settori tecnologicamente avanzati si sta assottigliando, lasciando spazio ad attività più tradizionali, meno strategiche e meno innovative.
Il paradosso del lavoro che c’è, ma non si trova
Le imprese umbre che intendono assumere sono aumentate negli anni: erano il 9% ad agosto 2019, oggi sono il 12%. Ma l’espansione quantitativa non colma il divario qualitativo.
La difficoltà nel reperire le figure richieste è ancora alta: nel 2025, il 51% delle imprese segnala problemi, contro il 33% di sei anni fa. Il dato è in miglioramento rispetto al 2024, ma resta sintomo di un mercato del lavoro sbilanciato, dove la domanda si allontana dall’offerta formativa reale.
Il comunicato della Camera di Commercio è disponibile sul sito istituzionale, al link:
Per ulteriori approfondimenti si può consultare il sito Unioncamere Excelsior nel quale sono disponibili i Bollettini mensili provinciali, regionali e nazionale, nonché le numerose pubblicazioni annuali di approfondimento
In allegato il Bollettino Excelsior Informa - Umbria - agosto 2025
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