
Excelsior Piacenza Gennaio 2026
Martedì 13 Gennaio 2026 - 10:11Comunicato stampa del 12/01/2026.
IN LIEVE CALO A GENNAIO I NUOVI CONTRATTI A PIACENZA (-1,0%)
Più marcata la perdita nel corso del trimestre gennaio-marzo 2026 (-4,4%)
Ammontano a 2.880, i nuovi contratti che le imprese piacentine prevedono attivare nel primo mese del 2026. Rispetto ad un anno, fa il calo complessivo è di 30 unità, corrispondenti al
-1,0%. E’ inoltre previsto un peggioramento del dato generale, alla fine del trimestre
gennaio-marzo 2026, quando le 7.570 attivazioni previste, saranno nella misura di 350 inferiori allo stesso periodo del 2025, con una perdita del 4,4%.
-1,0%. E’ inoltre previsto un peggioramento del dato generale, alla fine del trimestre
gennaio-marzo 2026, quando le 7.570 attivazioni previste, saranno nella misura di 350 inferiori allo stesso periodo del 2025, con una perdita del 4,4%.
Tra i comparti in maggiore sofferenza, troviamo l’industria con 820 nuove attivazioni, delle quali 20 in meno rispetto al periodo di confronto (-2,4%). Seguono da vicino, in termini di cali percentuali, i servizi che si attestano a 1.890 contratti, in diminuzione di 40 (-2,1%) e con un’incidenza sul totale delle attivazioni del 65,6%. Buono, invece, il dato del comparto primario, con 180 attivazioni e 30 in più dell’anno scorso, equivalenti ad un +20,0%.
Dalle elaborazioni dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Excelsior, emerge che le aziende della provincia di Piacenza che prevedono di attivare nuovi contratti nel mese di gennaio sono pari al 18,0% e che l’esperienza è fondamentale nel 64,0% delle posizioni ricercate. Di queste, il 28,0% riguarderà forme contrattuali a carattere stabile (tempo indeterminato e apprendistato), il 63,0% i contratti a durata predefinita (tempo determinato, somministrazione e altri rapporti di lavoro dipendente) e il 9,0% i contratti diversi dalle modalità dipendenti.
Un dato interessante, per capire l’andamento del mercato del lavoro nella nostra provincia, viene fornito dalle posizioni riservate ai giovani, che questo mese scendono al 27,8% del totale, contro il 35,2% di un anno fa.
Tra i giovani che hanno maggiori chances occupazionali, spiccano i dirigenti e tecnici con elevata specializzazione, che sono particolarmente richiesti nei ruoli dei tecnici informatici telematici e delle telecomunicazioni (il 59,3% dei contratti è riservato agli under 30), dei tecnici della salute (48,1%) e degli ingegneri (41,4%).
Nelle professioni impiegatizie, invece, le maggiori preferenze vengono accordate agli addetti all’accoglienza e informazione della clientela (55,6%), agli addetti vendite (44,2%) e ai professionisti qualificati in campo sanitario e sociale (31,0%).
Anche tra gli operai specializzati, vi è una consistente richiesta di giovani lavoratori e in questo caso si parla di operai di macchine automatiche/semiautomatiche per lavorazioni di metalli e minerali (55,6%), operai addetti all’assemblaggio di prodotti industriali (53,7%) e operai specializzati delle produzioni alimentari (50,6%).
Il mese di gennaio ripropone il tema dei cosiddetti candidati introvabili, ovvero figure professionali per la cui reperibilità le imprese piacentine dichiarano di trovarsi in difficoltà; a questo proposito, si parla del 56,4% dei casi, i quali per il 37,0% dipendono dalla mancanza di candidati e per il 15,4% dall’inadeguatezza e/o impreparazione degli stessi.
Fanno riflettere le percentuali di scopertura attese dalle aziende, nelle posizioni offerte negli ambiti dirigenziali e con elevata specializzazione: si prevede infatti la mancanza dell’89,7% degli ingegneri richiesti, dell’88,9% dei tecnici informatici telematici e delle telecomunicazioni e dell’81,7% dei tecnici delle salute.
Tra gli impiegati, potrebbe non essere attivato il 79,3% dei contratti riservati ai professionisti qualificati del settore salute, il 69,7% degli esercenti/addetti ai servizi di ristorazione e il 66,7% degli operatori della cura estetica.
Quanto agli operai specializzati, le imprese temono di non poter reperire installatori/manutentori di attrezzature elettriche/elettroniche nell’87,5% dei casi, meccanici artigianali, montatori, riparatori, manutentori di macchine fisse/mobili (87,0%) e infine operai specializzati nel settore alimentare (84,8%).
L’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall'Unione europea.
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